X1/9, intervista a Marcello Gandini

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Marcello Gandini, celebre per aver creato alcune delle auto più iconiche di sempre, tra cui la X1/9 per Bertone, è riconosciuto come uno dei più grandi designer di tutti i tempi. Qui di seguito estratto di un'intervista realizzata nel 2017 al maestro Gandini da Daniele Accornero, rappresentante e cofondatore del Club X1/9 Italia, riguardo il modello X1/9 Fiat Bertone.

- La X1/9 viene presentata alla stampa nel novembre del 1972, ma il progetto ebbe origine diversi anni prima.
GANDINI: « Già alla fine del 1968, Bertone mi affidò l'incarico di realizzare uno studio per una nuova vettura convertibile con l'obiettivo di sostituire la Fiat 850 spider, quella che sarebbe poi diventata la X1/9. Ricordo bene il giorno del primo disegno perchè era lo stesso in cui la navicella Apollo 8 fece il giro intorno alla Luna e tornò indietro (ndr 21 dicembre). Dal primo disegno l’auto era caratterizzata da linee e forme più morbide rispetto al modello finale, che successivamente e progressivamente ho reso più tese e aggressive; la disposizione del motore era già in posizione centrale. »
- Nel 1969, Bertone presenta al Salone di Torino un prototipo, la Runabout, considerata progenitrice della X1/9.
GANDINI: « La Runabout era una barchetta che prefigurava le linee e i concetti tecnici della X1/9, che ha costituito un passo preliminare audace verso il futuro di questo modello. Nonostante presentasse soluzioni estetiche esasperate ed eccentriche, anche per non dare pubblici riferimenti a quella che si voleva configurare come la nuova spider della Fiat, la vettura era la dimostrazione che certe scelte stilistiche e tecniche potevano essere integrate in una vettura di serie. »
- Per volere di Fiat, la X1/9 avrebbe dovuto riproporre l’impostazione tecnica (motore anteriore) del modello 128, ma grazie alle doti di determinazione, caparbietà e tenacia di Bertone, uniti alla sua matita e al suo estro, si fece un modello piuttosto lontano dai tradizionali canoni tecnici della casa torinese.
GANDINI: « Io già da anni sostenevo, per molteplici motivi, l'impostazione del motore in posizione centrale. Soluzione pienamente appoggiata e portata avanti da Nuccio Bertone: tra le sue doti spiccava un intuito eccezionale legato alla politica industriale dell’azienda; la realizzazione di un modello completamente nuovo che presentasse le caratteristiche della X1/9 e non quelle standard delle 128, avrebbe assicurato che una sostanziale parte della produzione necessaria per soddisfare la commessa fosse realizzata presso il suo stabilimento a Grugliasco, come è effettivamente è accaduto. »
- La X1/9 da subito sorprende positivamente, non solo per il genere di soluzioni tecniche adottate e per il suo livello di styling, ma anche per il piacere e le emozioni di guida.
GANDINI: « Nuccio Bertone mi rimproverava di non guidare le nostre auto. Probabilmente aveva ragione, perchè è anche importante sovrapporre la progettazione alla pratica, ma io preferivo la matita e i calcoli piuttosto che il volante.
Tra le automobili che ho disegnato e progettato, la X1/9 è sicuramente tra quelle ho guidato di più. In un periodo compreso tra il ‘73 e il ’75, in qualche weekend era comune muovermi per qualche ora di svago, per raggiungere mare o laghi dove mi dilettavo e divertivo in barca a vela; andavo in X1/9. Ricordo che il piacere di guida mi portava talvolta a guidare oltre al limite prendendomi anche qualche rischio. »
- La X1/9 ricevette qualche critica sulla cilindrata del motore, a detta di alcuni contenuta considerate la caratteristiche dell’auto.
GANDINI: « Durante la fase di sviluppo della X1/9, in Bertone valutammo dimensioni leggermente più grandi e una cilindrata maggiore per rendere il modello più consono alle sue caratteristiche ma purtroppo il parere e la decisione di Fiat furono del tutto negativi. Tuttavia, ai tempi, le prestazioni della X1/9 erano di tutto rispetto e non avevano nulla da invidiare a molte automobili di cilindrata maggiore, dimostrando che caratteristiche quali la posizione centrale del motore e un baricentro molto basso giocano un ruolo fondamentale a superare le limitazioni imposte dalle specifiche del propulsore. »

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Daniele Accornero con il maestro Marcello Gandini

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